Due anime opposte ma fortemente legate.

 

Prologo;

Non so cosa ci sia di strano nella vita, tante sono le cose che ci si aspetta ma che non arrivano mai, tanti sono i sogni da voler realizzare ma spesso vengono distrutti. Tante sono le felicità desiderate, ma molte volte finiscono per essere sostituite da tanto dolore e profonde delusioni. Ci si fida molte volte di persone che hanno sempre rappresentato la nostra vita, e che abbiamo amato con tutto noi stessi, ma improvvisamente e senza neppure aspettarselo, ci pungnalano alle spalle con una dolorosa arma… La parola. C’è chi è sempre stato buono e deve soffrire e subire tante ingiustizie, mentre chi è bastardo finisce per essere lodato e stimato da tutti. E poi, quando il buono si ribella contro qualcosa o qualcuno viene anche criticato e la colpa finisce per ricadere su di lui. Non so perché la vita debba andare in questo modo, non so perché l’uomo è così predisposto al male piuttosto che al bene collettivo. Forse alla gente piace far soffrire una povera anima che cerca sempre di fare del bene a tutti? Prova piacere nel vedere sofferenze altrui? Il male sembra attirare sempre più persone, e il bene diventa sempre più raro.. Già, sempre più raro. Come l’amore vero, difficilmente lo si può trovare in una società meschina come questa. Parlando personalmente, dopo tutte le ingiustizie che avevo subito, dopo le delusioni che mi avevano spezzato tante volte il cuore, perché io a differenza di molti lo davo veramente, finì per essere fredda con il mondo circostante, fino ad arrivare al punto di chiudermi quasi in me stessa e di dare affetto solo a chi se lo meritava. Non ero diventata una bastarda come tanti, no, ma le esperienze negative portano ad un certo punto ad avere più fermezza nei confronti degli altri, a non affezionarsi subito, a non dare subito affetto, e sopratutto fanno capire cos’è che si cerca davvero nella propria vita, imparando a conoscere meglio se stessi. Avevo chiuso il mio cuore, e tutto questo solo per difendermi dal dolore, solo per non soffrire più. Ma nonostante ciò portavo sempre dentro me la speranza che un giorno avrei potuto trovare la mia felicità. Certo, la felicità eterna non esiste, e di questo ne sono sempre stata convinta. Ma speravo che un giorno avrei potuto sentirmi davvero felice, e smetterla di vivere di soli brevi istanti di felicità, i quali lasciano sempre un profondo vuoto interiore, e il fatto di non saper come colmarli definitivamente, mi faceva soffrire molto. Il mio cuore era diventato di ghiaccio, davanti agli altri apparivo cupa e triste, tanto che ero molto schernita a scuola e poche volte riuscivo a nascondere il mio vuoto interiore, fingere su tutto con falsi sorrisi solo per non far vedere a chiunque come mi sentivo. Ma vi erano dei momenti in cui la tristezza prendeva in me il sopravvento, e mi perdevo con il corpo e l’animo doloranti in lunghi pianti, per la mia insoddisfazione, per la sofferenza che il mondo stesso procurava su di me, per il mio non sentirmi libera e felice davvero. Mi faceva rabbia nel sentire da persone di mia conoscenza che la loro vita faceva schifo, e invece avevano per esempio al loro fianco persone d’oro che le amavano nonostante la loro pazzità e i loro far bruschi. Pensavo bene sul fatto che l’uomo più ha nella sua vita e più si lamenta. Perché è questa la verità. Non ero gelosa di queste persone, perché in fondo avevo imparato a convivere con la mia tristezza e durezza, anche se dentro me il forte desiderio di amare e di vivere era molto forte, ma lo reprimevo ogni volta che prendeva il sopravvento, solo per difendermi, solo per non soffrire.. Tutto mi faceva rabbia, mi sentivo come un vulcano pronta ad esplodere ogni volta che non ne potevo più. Solo con le persone che sapevo che mi volevano davvero bene, ovvero i miei amici ero diversa. Mostravo loro la mia vera me, il mio vero carattere, il bene che c’era in me. Perché con loro mi sentivo al sicuro dalle grinfie del mondo, mi sentivo libera, ma sopratutto viva.

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