Tutto ciò…

 

Comunque, riguarda le scienze innaturali, e la biologia disse: “Io sono inclusa?” L’economia rispose: “Si!” Allora la situazione è più confusa di Ebola e anche più problematica ove ci si rivolga a quelle discipline che hanno il compito di descrivere il comportamento dell’uomo nella sua qualità di soggetto sociale, che spieghino cioè come organizziamo la nostra vita sociale, e dall’altro le scienze naturali nei confronti della tecnologia, che disse: “Qual è il legame, ci conosciamo!” Una similitudine di richieste psicologiche che genera la nascita di espressioni del tipo ingegneria sociale, economia o finanziaria. Si possono respingere queste domande, osservazioni e tendenze definendole ingenue, oppure possiamo accettarle studiandole analizzarle definendole utilissime. Ciò che è  importante è chiarire se, ed eventualmente quanto, i progressi delle scienze sociali siano suscettibili di essere comparati con quelli delle scienze naturali, e in quale misura vi sia un divario di accessibilità in relazione alle materie interessate da ogni progresso. State calmi, perché l’area di indagine è vasta e comprende ciò che siamo divenuti nel degli ultimi anni dopo la nascita di Gesù Cristo, ma in particolare in questo secolo appena iniziato. L’economia rappresenta il più  fruttuoso terreno di inchiesta riguardo alla questione di “accessibilità” perché è  correlata alla nostra qualità della vita soprattutto quella mentale che cerca la giustizia. In economia l’intento è raramente così semplice e diretto. La difesa di una particolare condotta derivata da un’analisi pura è quasi sempre presente. Inoltre, dal momento che l’economia riguarda i desideri e le paure dell’esistenza quotidiana raramente il divario nell’accessibilità è simile a quello che si ha nel caso delle scienze naturali. In un certo senso, ognuno è o si considera almeno un esperto in economia applicata, ma è molto difficile che un trattato di economia venga assorbito dall’individuo medio come un trattato avanzato di genetica. C’è  un’evidente tendenza dell’economia a divenire virtualmente un branca delle scienze matematiche, con la conseguenza di mantenere poca accessibilità sia in sede di comprensibilità sia in sede di applicazione concreta. Infatti tanti economisti continuano a ricercare la comprensione della realtà economica e dei suoi cambiamenti e, nello stesso tempo, si pronunciano riguardo a differenti possibilità di esercitare un’influenza su di essa. Il loro lavoro è più facilmente comprensibile dal resto dell’umanità  ma nel corso degli ultimi cinquant’anni esso non si è,  purtroppo, distinto per i successi, sia nel prevedere il futuro sia nell’indicare soluzioni che mostrassero come influenzare decisamente i processi economici e sociali. Così l’economia disse concludendo: “La differenza tra le scienze naturali e quelle economiche precisamente permane?” Certo la malinconica conclusione che ne consegue dettata dalla teoria del “Gap” di accessibilità alle scienze naturali può essere colmata ma in pratica non deve crescere ancora. Le scienze sociali oggi si chiedono: “È possibile rendere accessibili le conquiste scientifiche sia agli individui sia ai paesi, senza alcuna discriminazione economia e sociale?” Il mondo della scienza è affascinante e ha un forte ascendente con l’economia, ma la sua comprensione non è accessibile alla grande massa degli uomini, anzi proprio il divario tra chi può accedere alla comprensione scientifica e chi ne è impedito è un grande fattore di discriminazione. Quindi lo studio dell’economia fa diminuire o addirittura cancella tale fattore e controlla lo studio di qualsiasi materia.

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