Il Dolce fa male?

 

“LO SPACCARELLO”

Cari elogi esponenziali quando nacque in un Paese un dolcetto un po’ normale, sempre sorridente come un delfino per darti il buongiorno ogni mattino. La sua necessità è come il pane perché riesce a farti desinare anche se a volte non hai niente e quindi il fato è controcorrente!
La parola “Spaccarello” simboleggia un dolcetto medio, grande, piccolo e bello.
La sua forma è come un vulcano ma non esplode perché è fatto a mano. Gli ingredienti sono anticamente gli stessi, mescolare lievito “Pane degli Angeli”, latte, strutto, farina, uova e fare gli onesti.
Quando ero piccola non vedevo l’ora di spaccare la sua crostona della sua possibile altezza che non ha mai un’unica dimensione perché è zuccherata con grande passione!
La passeggiata iniziava con il suo profumo irriconoscibile ma in vetrina insieme a tutti gli altri dolci è inconfondibile! La mattina le massaie concorrevano in piazza gridando il suo nome, nessuno aveva paura neppure gli ufficiali della Questura!?
La mia nonna ne vendeva tanti che diventò famosa anche il giorno di Tutti i Santi. Non è possibile leggere il suo nome come  “dolce” in un menu per non pensare a un’arma o poco più, ma chi lo conosce vuole utilizzarlo a qualsiasi festa, pranzo, cena con una cesta sempre piena e arrivati al gran saluto potrebbe diventare un regalo profumato per assaggiarlo dopo in modo inaspettato. Una volta assaggiato non lo dimentichi più e se non si offre si offende anche Gesù!
Oggi, cari onori al re del biscotto perché di solito in casa c’è sempre un bis nascosto e se capita anche un tris non preoccupatevi il suo prezzo è come un Kiss!

G.R.

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