Comunicare

 

significa conoscere, ascoltare, conoscersi, ascoltarsi per comunicare le parole piu’ sane o piu’ vere per vivere un verbo meraviglioso “capire”, sembra un circolo chiuso con un ritorno che chiude il cerchio ma siamo stupiti con effetti speciali perché’ sono i minuti del nostro pensiero che aumenta se’ non parliamo ma ascoltiamo per rispondere se’ serve senza allungare i tempi o pensarci troppo. Il risultato normale c’e’ perché’ comunicare e’ un mondo aperto, il primo che parla ha un’incidenza notevole dal punto di vista sociale perché’ può’ introdurre nuove parole mentre chi ascolta si perfeziona sempre piu’ dando un incalcolabile contributo al progresso del suo essere e all’umanita’ stessa. Oggi tutti vogliono scrivere ma non leggono anche se’ il tasso di analfabetismo e’ basso il grado del saper e’ molto lontano c’e’soltanto la competizione tra gli studenti o uomini di cultura che nasce, cresce, insegna e crea attraverso la moderna giungla dei mezzi di comunicazione come la televisione, radio, internet, cellulari, video-giochi uno scudo di protezione veloce, superficiale, protagonista e antagonista di quella notizia oppure oggetto  che si vuole comunicare senza un logico ragionamento o inserendo un tema ad esempio l’amore, droga, guerra, pace, amicizia come se’ fossero problemi ma in realtà’ alcuni non lo sono; alla fine sono i nostri personaggi antenati, antichi cioe’ coloro che hanno vissuto la vera fame e quella crisi economica vera, dove la maggior parte hanno conquistato chi piu’ e chi meno la terza media, riescono a risolvere i problemi veri e a parlare in modo umano, originale qualsiasi tema senza l’aiuto delle molte novità’ cioe’ “il progresso comunicativo” della tecnologia stessa. Questi metodi, mezzi, usi e consuetudini del nuovo millennio danno e daranno forma al nuovo pensiero o mentalità’ suggerendo immagini dell’eroe o dell’individuo comune ma spesso spregevole, trasgressivo privo di una realtà’ sana creando e comunicando un messaggio o un personaggio privo di educazione.

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