~The other side of the moon~ Frammenti-parte11

 

Il contatto con il tutto lo rinvigoriva.

Fu come se tutto il mondo si raccogliesse attorno a loro.

Il vento si alzò e la notte, turbata dalla polvere in volo, sospirò.

Quando Hermes aprì gli occhi sorrideva con calore. Luna con le lacrime agli occhi osservava l’astro argenteo oltre i vetri oscurati dallo scorrere del tempo. 《Credo di averla sentita gioire》disse con un filo di voce 《Io l’ho sentita vicina, quasi da toccarla》

Portò la mano al cuore.

Il suo abito color pesco rendeva il suo viso ancora più dolce. E la luce lunare si sposava con la sua anima.

Hermes le si avvicinò 《Sarebbe riduttivo dire che sei bellissima》

le sfiorò una spalla 《Luna》

Luna si voltò e gli regalò un bacio.

《Credo di voler Stare con te Hermes》

disse ad un tratto.

《.Vorrei che tu diventassi il mio fidanzato》

Hermes stordito dalla richiesta, si poggió alla parete

《Tu sai cosa accadrebbe se tu mi presentassi alla famiglia come tuo fidanzato. il pittore malandato, senza titolo di studio》

disse cupamente 《Luna non possiamo》

le disse sfiorandole il viso.

《Ma io provo qualcosa di molto forte》

inistette Luna 《lo accetteranno》

Hermes scosse il capo 《Sarebbe troppo prematuro. Credimi, mi togli il fiato e vorrei stringerti a me sempre ma sarebbe un male far saltare fuori un fidanzamento così》ammise Hermes con amarezza 《Sì farebbero strane idee su di noi e sai..  cosa accade a chi è sospettato di impurità prima del matrimonio》

Luna arrossì《Ma noi non…》

《Questo lo so》le disse con calore 《Ma non ci crederebbero comunque》

le sussurrò. Sfiorò l’oro dei suoi capelli e si tuffò nel verde dei suoi occhi umidi di lacrime intrappolate.

《Hermes》

《Luna》 E fu come se il vortice del tempo lo travolgesse, come se le donna che stava di fronte a lui si unisse al fluire delle vorticose emozioni.

La magia non era fatta di oscurità, sacrifici, sette segrete o quali altre atrocità; la magia era l’incontro più intimo con la natura, era pura energia, simbiosi del tutto. La magia era colore, forza, mistero. Entrare in contratto con gli astri o con l’anima della foresta era uno privilegio di quei pochi che avevano avuto il coraggio di esplorare terre apparentemente insidiose.

Solo chi vince il pregiudizio accede a mondi altri, danze oscurate dalle ombre della mente si liberano ed il tutto, libero dalle catene del giudizio, inizia ad essere.

《Che dolce quadretto》

Il gelo pervase la spina dorsale di entrambi. Un uomo, totalmente vestito di bianco e con una grossa spada sguainata avanzava verso di loro 《Voi chi siete? violatori del mio domicilio?》

Hermes proteggeva Luna con il suo corpo 《Non credevamo che qualcuno abitasse qui.》 disse sinceramente

《Non è così. E io non posso lasciarvi andare via》disse avanzando verso di loro 《Svelereste ogni mio segreto》

Luna, da dietro le spalle di Hermes, intervenne 《Lei è il Duca Bianco》

L’uomo, il volto coperto da una maschera fino al  naso, sorrise

《Eccellente constatazione Signorina》rise amaramente 《Sono io il leggendario guardiano dei luoghi abbandonati. Cosa sarei io senza i miei rifugi? Diventano miei. Patrimonio di un viaggiatore del tempo》

Hermes, con coraggio avanzò 《Vorremmo togliere il disturbo》

Il duca bianco sciocchiò  la lingua 《Non farla così semplice ragazzino 》

Hermes animato da un coraggio smisurato avanzò 《Se vuoi affrontarmi, togliti la maschera》

l’uomo, turbato dalla richiesta, lasciò cadere la spada al suo fianco.

La maschera nera che gli copriva metà del viso, celò il suo stupore.

Hermes prese Luna per mano e corse via.

 

L’uomo, una volta solo, si lasciò andare al suolo e sospirò.

Riconobbe il suo riflesso in tutti gli specchi della stanza. Il suo riflesso nemico.

Dalle tasche estrasse un vecchio taccuino di pelle.

“Qui parla Lionel, come sempre.

Ho trovato una dimora e qualcuno ha cercato di strapparmela via”

Con un profondo respiro lo richiuse, percorse la stanza con lo sguardo.

Qualcuno aveva creato un cerchio, poteva percepirlo.

Accanto alla tavola trovò un piccolo recipiente zeppo di sale e annuì soddisfatto.

Due streghe vittoriane. Roba da far ammattire gli storici e i viaggiatori del tempo come lui.

Il tempo che quel sabato pomeriggio di dieci anni prima l’aveva strappato alla sua semplice infanzia. L’aveva strappato al suo amico Michel.

Quell’uomo distinto e dai modi gentili l’aveva trascinato via.

Buio, incertezza, pianto, sofferenza.

Il giovane Lionel era un prescelto e il destino non lo poteva cambiare;

Sentendo improvvisamente l’aria mancare, corse via. Come sempre.

Quando il verde l’avvolse si sentì più sereno, volò indietro nel tempo a quando, con 3 biglie colorate, giocava per le strade di Londra. Michel, il figlio del calzolaio e suo grande amico, portava con sé un libro, sempre.  Sognava di compiere il giro del mondo  in 80 giorni, come il suo amato Jules Verne. Parlava di India, Americhe, di giungle insidiose.

Quel ragazzo coltivava sogni nella sua immensa pianura di spensieratezza dove non era povero e dove avrebbe reso le sue cinque sorelline,  bellissime principesse d’India. L’immaginazione può essere una delle più grandi ricchezze dell’uomo e il cuore di Michel era un pozzo di serenità.

Ora Michel poteva non esserci più.

Da quel sabato pomeriggio la sua Londra spari.

La sua casa divenne piccola, fredda.

Ai piedi di una montagna della quale era impossibile scorgere la cima iniziò il suo addestramento.

《Il signore dei due argenti ti ha scelto》

Gli aveva spiegato un ragazzo dai tratti orientali 《Sei un guardiano del tempo in missione per l’umanità》

Lionel, cuore di bambino, non riusciva a capire quale sarebbe stato il suo ruolo.

Quando impugnò per la prima volta una spada, osservò il suo riflesso.

Il volto era sempre lo stesso ma il cuore aveva fatto un salto in  avanti.

Passava le notti a piangere,  a pensare alla disperazione dei suoi Genitori e di Michel.

Sperava che fosse tutto un brutto incubo ma da quel sonno non aprì più gli occhi.

Crebbe, diventando sempre più forte e veloce.  Il vortice del tempo alla sua mercé.

 

Lascia un commento