Vorrei…

 

Vorrei essere leggera, sempre.
Vorrei che il colore del rossetto da mettere sia l’unica cosa a cui perso quando mi guardo allo specchio e invece io mi soffermo sugli occhi che sembrano essere troppo puliti per guardare questo mondo qui.
Vorrei andare in discoteca e baciare quello carino che ci prova per scambiare quegli ottanta milioni di batteri di cui parla la scienza, con qualcuno che non vedrò mai più.
Forse questo mi renderebbe diversa, uguale a tutti perché se fossi uguale a tutti non mi tormenterei tanto.
La smetterei di guardare il cielo tutte le mattine quando esco di casa, anche se del cielo non resta niente perché ci sono giorni, come stamattina per esempio, che si vedono solo nuvole; e allora la smetterei di ostinarmi a cercare quel piccolo spazio azzurro dove filtra luce buona, perché quel pezzettino di cielo mi farà sperare che nonostante le nuvole, dietro di esse si nasconde il sole.
La smetterei di cercare i fiori quando cammino per strada o le foglie secche cadute quando è autunno, perché la natura mi piace; è l’unica cosa che non cambia mai, che ritorna sempre uguale con le sue stagioni che mutano e sono sempre le stesse.
E forse smetterei anche di leggere e scrivere la sera prima di andare a dormire che sono due cose che amo ma mi fanno piangere, perché finisce sempre che in una parola, una frase, qualcosa di me esce fuori e allora arrivano i ricordi e le emozioni e io non sono per niente brava a trattenere ciò che sento, come adesso, come sempre.
Forse la smetterei se fossi diversa, ma forse non sarei più io e forse sarebbe meglio.

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