Ti sembra niente il sole?

 

Le previsioni non avevano promesso niente di buono e, nonostante fosse Maggio inoltrato, si usciva ancora con la giacca, gli stivaletti ed un ombrello sempre in borsa. Le domeniche di mare tanto attese sembravano ancora troppo lontane. Quella domenica si era svegliata alle 9 (ormai non riusciva più a dormire tutta la mattina come quando era ragazzina!) e con la tranquillità di chi sa che non ha i minuti contati come nei giorni di lavoro, si era crogiolata nel letto coprendosi con quel piumone che ancora non sentiva l’esigenza di togliere. Il sole, però, era beffardo ed i suoi raggi si facevano largo con forza all’interno della stanza. Un messaggio sul cellulare la fece sobbalzare (che pessima abitudine tenerlo nel letto accanto a sé!) e, stropicciandosi gli occhi, notò che non era così buio come si aspettava. “Pioggia confermata per oggi. Gelato in riva al mare saltato”. Era Sally, la sua migliore amica, che non vedeva l’ora di sfoggiare il suo nuovo costume e che sicuramente a quest’ora stava maledicendo di non essersi ancora trasferita stabilmente a Fuerteventura come prometteva da quasi due anni. “Ma questo sole?”, pensò trotterellando ancora instabile verso il bagno. Gli esperti dovevano sicuramente essersi sbagliati, la pioggia non sembrava neanche lontanamente poter scalfire quel cielo così azzurro. Si sentì subito meglio, con una luce negli occhi che aveva solo quando da piccola si alzava la mattina di Natale e andava di corsa a cercare i regali sotto al camino. L’aveva sempre pensato: le cose belle non si aspettano. Così, se e quando arrivano, te le godi molto di più. E cosa c’è di più bello di una giornata di sole quando ti aspettavi la pioggia? Saltellando come una bambina, si era infilata i pantaloncini, le scarpe da ginnastica e la maglietta bianca tutta sporca di colori che teneva in ricordo di quella pazza corsa dell’anno passato. E via giù per le scale. Un messaggio vocale a Sally e, con “Don’t stop me now” nelle orecchie, aveva cominciato a correre. Che bella sensazione, un misto tra libertà e potere. Quando correva si sentiva invincibile. E il messaggio di risposta della sua amica che le diceva che doveva essere matta perché tra poco avrebbe cominciato a diluviare (lo avevano detto tutti, non potevano sbagliarsi!) non l’aveva minimamente distratta dal suo obbiettivo. Magari avrebbe piovuto davvero, ma che importava? Ora c’era il sole. C’era la sua voglia di correre e di spaccare il mondo. E aveva sempre pensato che le cose bisogna viverle fino in fondo. Senza pensare al dopo. Senza farsi prendere dall’ansia dei “se” e dei “ma”. Voleva vivere così, con la strada davanti, le scarpe da ginnastica ai piedi e la musica nelle orecchie. E con il sole che le illuminava il viso. E non le importava se sarebbe dovuta rientrare prima del previsto. Aveva vissuto quella sensazione così bella e questo le bastava. Mentre era persa nei suoi pensieri, una goccia d’acqua le bagnò il naso e un vento fresco cominciò a entrarle nelle ossa. Era l’ora di tornare.

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