Pensieri e parole

 

Stasera non ci sono per nessuno.
Divano, quadernino nuovo, penna blu e si comincia a scrivere.
Scrivere un libro. E’ sempre stato il mio sogno fin da bambina.
Ed ora che ho finalmente questa opportunità, non posso certo farmela sfuggire.
Un libro deve comunicare, appassionare, emozionare. Non è mica una cosa semplice.
Da dove cominciare?
Prima di tutto accendiamo la musica che magari mi viene in po’ di ispirazione.
Due appunti sulla scaletta, la penna non collabora. Un classico.
Ho sete.
Mi alzo, altra penna, arancia rossa (che fa anche bene) e mi rimetto a sedere.
“Avere l’impressione di restare sempre al punto di partenza…e chiudere la porta per lasciare il mondo fuori dalla stanza”
Sono solo parole. O forse no.
Sono momenti, stati d’animo, sensazioni. Le parole sono solo il mezzo.
Ma devono essere forti, dirette, d’impatto. No, non va bene. Cancello e ricomincio.
Suonano alla porta. Non si può mai stare in pace.
Un sorriso di cortesia, una firma sulla raccomandata. Guarda come funziona bene questa penna.
Me la regala? No eh?…E allora via. Che mi fa perdere tempo.
Dov’ero rimasta?
Comincia ad essere tardi.
Ci vuole un caffè.
Bene, ora ci siamo.
Un messaggio sul telefonino.
E’ lui.
Non gli rispondere. Ti scrive solo quando gli fa comodo.
Digli che hai da fare.
“Ciao, non disturbi figurati. Tutto bene, grazie. Tu?”
Cretina. Ora si che non scrivi più.
“Birretta?”
“Si ragazze ne ho proprio bisogno! Giornata assurda!”
“Però andiamo in quel localino nuovo che stasera c’è anche Yuri…”
Se cominciano con i messaggi vocali è finita.
“Io salto, devo assolutamente scrivere” (il libro o a lui?!).
Mi sono distratta. Non va bene.
Perchè mi ritrovo sempre all’ultimo momento?
Come quando dovevo studiare per un esame. E rimandavo. Perché tanto c’era tempo.
E puntualmente mi ritrovavo nel panico ad una settimana dall’orale.
Passavo le notti tra litri di caffé, appunti e dispense. E recuperavo.
Stremata, ma recuperavo.
Ho sempre avuto bisogno di sentire la pressione addosso.
Il tempo che passa. E si accorcia.
Le notti in bianco.
L’adrenalina.
Gli occhi sbarrati e il cuore a mille.
La paura di non farcela.
La consapevolezza che non avrei mollato per niente al mondo.
Perché quando la motivazione è forte, il modo lo si trova sempre.
Anche all’ultimo secondo.
“Se aspettiamo il momento in cui tutto, assolutamente tutto sia pronto, non incominceremo mai”.
Ecco l’ispirazione.
Ricomincio.
Ho tutta la notte davanti.

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