RECENSIONE “COLPA DELLE STELLE” DI J. GREEN

 

DI ARIANNA DI GIORGIO

 

Avete mai letto qualcosa con l’idea di sapere esattamente  di che si tratti?

Io l’ho provato leggendo questo romanzo, maledicendo la notte in cui l’ho iniziato. Non è la prima volta che ho a che fare con questo genere, ma il modo in cui viene trattato un tema scottante come il cancro lo ho reso terribilmente reale.

Hazel Grace Lancaster e Augustus Waters sono due adolescenti che si incontrano ad uno di quei gruppi di sostegno per malati di cancro. Lei è una ragazza di sedici anni affetta da un grave tumore polmonare con il quale combatte fin dall’infanzia, questa malattia l’ha resa un po’ tetra e poco incline ai rapporti sociali. Lei stessa si definisce una granada che può esplodere da un momento all’altro, per questo motivo non vuole avere amici, per evitare gli effetti collaterali il giorno in cui morirà. Convive con una macchina che la aiuta a respirare e il suo passatempo preferito è guardare American Next Top Model.

“Gus”, è un ex giocatore di basket, guarito da un cancro che però gli ha causato la perdita di una gamba, che riesce con il suo carattere spiritoso ed accattivante a catturare l’attenzione e l’amicizia di Hazel. Soprattutto dopo aver condiviso la lettura di “Un’imperiale afflizione”, che li farà impazzire dato che l’autore sembra capir bene cosa vuol dire avere il cancro.

Questo romanzo finisce nel pieno sviluppo della storia, così come accade nella vita reale, perchè “il dolore esige di essere sentito”. Ma essendo entrambi troppo coinvolti dalla trama, vogliono saperne di più e raggiungono l’autore ad Amsterdam in un viaggio fantastico, durante il quale scopriranno che lo stesso è un vero stronzo, e dove Gus rivelerà ad Hazel che una PET gli ha confermato che il cancro è tornato più agguerrito di prima.

Da qui in poi si verseranno solo lacrime, soprattutto nei momenti in cui si legge di un povero adolescente che vuole cercare di vivere e di conservare la propria dignità nonostante tutto.

Questo non è affatto un romanzo per mammolette o ragazzini. Non imbelletta affatto la storia di persone malate di cancro, che devono cercare di essere coraggiose e piene di speranza. Anzi, spiega quanto faccia schifo essere malati. Nel modo più crudele, sincero, dolce e spietato possibile.

Ed io lo so. Augustus è il personaggio che amo di più in questa storia, perché in lui ho rivisto la vitalità, l’insolenza e l’ironia del mio migliore amico. Il suo modo di trovare del buono in tutto, ma di restare sempre ben piantato coi piedi per terra. La sua forza, la tenacia. E infine il dolore e l’utimo straziante saluto.

Non posso spingermi a commentare oltre, perché non ci riuscirei. Posso solo dire che questo romanzo farà a pezzi il vostro cuore, vi strapperà lacrime e sorrisi. E vi farà capire che la vita è bella, e non dobbiamo avere paura di assaporarne ogni attimo.

Per la prossima recensione e i miei consigli del giovedì, ci sentiamo dopo le vacanze. Magari commenteremo insieme la lettura che ho scelto di mettere in valigia quest’anno 😉

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