Niente Hitler niente shoa?

 

Recensione IL LIBRO DEL DESTINO di Grégory Samack  NORD

Niente Hitler, niente shoa?

 

“Cosa misteriosa il tempo: potente e ,quando ci si intromette, pericolosa” si dice in un famoso film.  Passiamo tutta la vita a lottarci, inseguirlo, tentare di allargarlo quando è stretto.  Il tempo, la storia, gli eventi. Quel che ci succede dipende da noi o è opera di una mano invisibile che, come i pupi siciliani, ci manovra a suo piacimento? A questa domanda prova a rispondere l’autore de IL LIBRO DEL DESTINO, un thriller fantasioso  che offre molteplici spunti di riflessione.  Ambientato in Austria, all’alba del ventunesimo secolo, racconta di Elias, un assicuratore in pensione , che decide di trascorrere gli ultimi anni che gli rimangono in un paesino sperduto, dove ha acquistato un villino.  Trasferitosi nella sua nuova casa, Elias, nei sotterranei, fa una scoperta tanto inquietante quanto fascinosa. Una biblioteca i cui volumi contengono la biografia di ogni essere umano. Vivi e morti. Passati e presenti. Inoltre questi libri, appena li si tocca, conducono in altre epoche storiche. Scoperta la strana magia della biblioteca sotterranea, Elias si sente investito di una missione divina, ossia quella di tornare nei primi decenni del novecento ed uccidere Hitler, in modo tale che il mondo non debba mai conoscere la più grande vergogna mai commessa dall’umanità e torni ad una specie di primigenia purezza. Il protagonista è talmente convinto della sua missione  da rischiare la vita. Riuscirà nel suo intento,ma le cose purtroppo non andranno come sperava.  Questo libro si vede che è un romanzo di esordio. Lo si capisce da alcuni tratti appena abbozzati della storia e dallo stile semplice. Ma il suo significato , molto profondo,  costringe il lettore ad addentrarsi dentro riflessioni complicatissime sulla vita, il destino, l’uomo. Quanto alla domanda posta sopra, l’autore sembra propendere per la seconda ipotesi.  L’uomo non può niente. Se è destino che una cosa debba accadere, accadrà per forza, prima o poi. In quegli anni bui della storia, ci fu un tentativo di uccidere Hitler e anche a me, a volte , capita di pensare “se solo ci fossero riusciti.”  Ebbene, l’autore sembra volerci dire “se non fosse stato lui, sarebbe stato qualcun altro.”  Forse anche peggio. Insomma era un destino ineluttabile che l’umanità commettesse quest’atrocità e conoscesse il più nero fondo della sua cattiveria.  E quindi che pensare? Cosa sarebbe stato meglio? Non c’è risposta a questa domanda. Ciò che possiamo fare è solo meditare “che questo è stato” e fare in modo che non succeda più. Destino o non destino. Imparare dal passato per costruire un futuro migliore.

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