Non un posto, ma quello che proviamo. METE.

 

“E con Lorenzo come farai?”
“Un weekend io, un weekend lui, ci amiamo, se si vuole un modo si trova. Che problema c’è? Berlino è dietro l’angolo!”
“Allora sei proprio sicura?”
Si, non ci voglio pensare un attimo di più. Ho bisogno di cambiare aria, di conoscere nuovi posti, nuove persone. Mi sento in gabbia. E poi ho un interessantissimo lavoro che mi aspetta, non ce ne dimentichiamo. Di questi tempi non posso permettermi di rinunciarci.”
“E’ vero. Devi andare. Ho già installato Skype, così ci telefoniamo tutti i giorni. In bocca al lupo amica mia”.
“Crepi. E grazie, grazie davvero. Ho proprio bisogno di qualcuno che mi capisca. Come sai, non tutti hanno preso benissimo questa mia decisione. In fondo è solo un anno, passa in fretta. E io non voglio perdere un’occasione così.”
Di anni ne sono passati 5, in realtà. E Aurora vive ancora in Germania. Si è affermata sul lavoro, è una persona quadrata e soddisfatta della sua vita. Anche se l’obiettivo resta sempre quello di tornare. Magari con un contratto di lavoro in mano. Giusto per la tranquillità.
Con Lorenzo non è andata. Lui non ha capito fino in fondo la sua voglia di viaggiare, la sua voglia di crescere. E lei non si è sentita di fare un passo indietro. Quella meta che sembrava così vicina ha finito per dividerli. Ma forse doveva solo andare così.
Aurora è appena tornata per il weekend. Ha qualche giorno di vacanza e come di routine ha deciso di trascorrerlo con la sua famiglia ed i suoi amici di sempre. Non è cambiata, quando è qui sembra che il tempo non sia passato. Ci stiamo preparando, stasera andiamo a ballare insieme. Come ai vecchi tempi. E come ai vecchi tempi faremo l’alba lamentandoci delle scarpe nuove che ci fanno male ai piedi e dei ragazzi che non sono più galanti come quando eravamo piccole. Tutto questo davanti ad una sfoglia con la crema chantilly e ad un caffè macchiato freddo. Le tradizioni non si cambiano.

Si dice spesso che la cosa importante non sia il raggiungimento di un obiettivo, quella è solo una scusa. La cosa importante è l’impegno che ci mettiamo per raggiungerlo, la volontà di afferrare qualcosa che vogliamo con tutte le nostre forze.

Il viaggio è nella testa, si dice. Ma quand’è che cominciamo davvero a godercelo? Quando smettiamo di rincorrere la meta…quando non pensiamo più ad arrivare ma ci godiamo il paesaggio…quando facciamo tesoro di tutte le esperienze che ci capitano nel frattempo. E’ proprio “nel frattempo” che spesso succedono le cose migliori. Dobbiamo imparare a goderci ogni momento, ad apprezzare ogni piccola cosa. Spesso siamo attratti dalla meta, dall’obiettivo finale, da ciò che vogliamo raggiungere. Ma cosa ci rimane alla fine di una corsa se non quello che abbiamo provato mentre correvamo? Sudore, fatica, imprecazioni. Ma anche tanta soddisfazione e un bagaglio di esperienza che non ci toglierà nessuno. E che porteremo con noi nella vita di ogni giorno. Perché le tradizioni non si cambiano, ma noi possiamo sempre migliorare.

Lascia un commento