Altalena sull’orlo dell’abisso

 

“Vedi Pietro” continuò la Vocina, “in tutto questo una logica c’è, malgrado sia strana e contorta come quella femminile, nel senso che le femmine si comportano nei tuoi riguardi secondo tre categorie:

  1. Quelle che ti vedono in cima all’altalena, fulgido esempio di grandezza e potenza maschile e che desidererebbero spingerti ancora più su, fino alle più alte vette del cielo;
  2. Quelle che ti amano, invece, come Annamaria, quando l’altalena ti spinge giù, ma non fino agli inferi; per loro il tuo fulgore sta nell’accettare con magnanimità e senza dolore di stare in basso; nondimeno, così facendo, innalzandoti, virtualmente, fino alle vette del sublime;
  3. Infine ci sono quelle che sono indifferenti all’altalena, per le quali è uguale se stai su o giù e per le quali conti solo tu per quello che sei realmente, al di là delle cortine fumogene di grandezza e di bassezza innalzate dall’altalena. Ecco, costoro sono le indifferenti, quelle che ti potrebbero amare veramente.

Ecco Pietro, la tua scelta dovrebbe dirigersi verso una donna della categoria c); è vero che questa tua scelta è il tuo problema, perché finora non ne hai trovata nessuna di questa categoria e le volte in cui credevi di averla trovata, come nel caso della bona del parco, di Caterina o di Annamaria, sei rimasto profondamente deluso o ferito; o peggio, tutte le volte che credevi di aver trovato una femmina della categoria c) in realtà era delle categorie a) o b). Poi, queste donne ti hanno rifiutato perché deluse; perché l’altalena fa sempre su e giù e la loro mente la rincorre, senza trovare il baricentro sulla tua persona piuttosto che sul valore che sale e scende! Non per questo devi disperare, l’impossibile è sempre possibile, sta dietro l’angolo e noi dobbiamo solo voltarlo!”.

Le parole della Vocina cominciavano ad acquistare, dentro di me, una sinistra verità, almeno così mi sembrava. Evidentemente dovevo trovarmi su un’altalena…

 

La Vocina non contenta di questa conclusione, comparve all’improvviso e mi mise un po’ di sale sulle ferite: “Vedi caro Pietro, tu sei paragonabile a una persona piena di quattrini, piena di femmine che gli girano attorno e che gli dichiarano amore eterno! Costui, costoro, avranno sempre il dubbio di essere amati più per il loro patrimonio che per quello che sono! Voglio dire che tu non hai mai trovato una femmina della categoria c), e quando credevi di averla trovata, in realtà era delle categorie a) o b). Il problema è che tu, probabilmente, non potrai mai essere sicuro di trovarne una della categoria c), nel senso che, seppure ti rifugiassi in capo al mondo, prima o poi, saresti raggiunto dalle varie Annamaria, Caterina, Rottenmeier ecc. Certo ci vorrebbe del tempo, eppure finirebbe così; magari da un giorno all’altro e senza neanche sapere il perché, la tua dolce metà ti prenderebbe a calci in culo. Mi dispiace caro Pietro, le cose stanno in questo modo; e inoltre, mentre un milionario, con tutti i soldi che possiede, ha di che consolarsi, tu, oltretutto, sei pure squattrinato! Se non lo fossi almeno! Voglio dire che è facile rinnegare l’amore se non si ama più, anche se, quelli là pieni di soldi, avranno sempre il rispetto delle ex mogli ed ex fidanzate, perché rinunciare all’agio e alla ricchezza è molto più difficile che rinunciare all’amore, benché non ci sia più il sentimento. Quel tipo di femmina, di solito, si contiene! Non si sa mai: fra alimenti e risarcimenti è meglio non svegliare il can che dorme, anzi l’avvocato che dorme! Certo, potresti sperare che esista una femmina che pur conoscendo le cose che sanno Annamaria, la Rottenmeier, Caterina e compagnia bella, ti accetti per quello che sei! Certo, tutto è possibile, ma sarebbe un po’ come credere che gli asini volino. Sì, un giorno forse voleranno, per adesso, però, ancora non ne è volato nessuno! Per adesso femmine simili non ne hai conosciute e dubito che ne conoscerai! Tuttavia, non ti abbattere, l’amore e il sesso non sono tutto nella vita! Certo, sicuramente, un giorno ci sarà qualcuna che ti farà tante moine e gli occhi dolci cercando di farti capire che ti ama, cioè che è della categoria c); in realtà sarà solo tutta una finta perché al dunque sarà della categoria a) o b)!”.

Come la odio la Vocina; come vorrei ribellarmi alla Vocina, se solo sapessi se è in me o fuori di me; se solo qualcuno si alzasse per dirmi: «Pietro, faresti bene ad andare dallo psicologo»; o al contrario, «Pietro faresti bene ad andare dall’avvocato, perché tu forse immagini vagamente quello che si dice di te e giustamente non sai ciò che la Vocina realmente dice e ciò che realmente non dice!»

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