Oliver Sacks

 

Il saggio di cui voglio parlarvi oggi si intitola ‘L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello’; è articolato in quattro sezioni che raggruppano una serie di casi clinici accomunati dalla natura della disfunzione primaria che li ha generati e sono: ‘Perdite’, ‘Eccessi’, ‘Trasporti’, ‘Il mondo dei semplici’.

L’autore è un neurologo inglese, il saggio ebbe un’enorme diffusione determinata oltre che dalla bizzarria dei casi trattati anche dal modo romanzesco ed accessibile in cui sono descritti.

La componente umana di ogni sua storia, la realtà del paziente viene descritta con toni a volte umoristici, a volte pietosi mentre l’analisi clinica sulle cause che hanno provocato il comportamento è precisa e scientifica.

L’autore dice di se:

«Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse sono anche insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia.»

Il caso clinico da cui il saggio-romanzo prende il titolo narra del dottor P., noto musicista, che cominciò gradualmente a manifestare una progressiva incapacità di dare un significato a ciò che vedeva e a confondere tra loro gli oggetti a tal punto da scambare sua moglie con il suo cappello afferrandola nel tentativo di mettersela in testa.

Sacks afferma che il dottor P. non aveva nessun deficit visivo ed aveva uno spirito di osservazione molto acuto; in lui era semplicemente scomparsa la capacità di assegnare un significato visivo agli oggetti che aveva attorno a se e ne era totalmente cosciente.

Non fatevi spaventare dal fatto che l’autore sia un neurologo: il suo linguaggio è semplice e lineare, le storie appassionanti, il saggio un grande libro da non farvi scappare.

Marilina Ciociola

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