Voglia di volare

 

Forse fa male eppure mi va, di stare collegato, di vivere di un fiato, di stendermi sopra al burrone, di guardare giù…”

La cosa più difficile è cominciare. Partire da zero, con un’idea che ti frulla per la testa ma che non trova il modo di uscire e farsi vedere per quella che è realmente. Le giornate passano, gli impegni aumentano e la stanchezza si fa sentire. Vorresti solo fermarti un attimo e prenderti qualche minuto per te. Per la tua idea. Per le persone che ami. Per quello che ami fare. Ma rimandi. Perché non hai tempo, certo. Perché ci sono cose forse anche più importanti da fare. Tutto vero. Ma non è solo questo. Guardiamoci in faccia. I pensieri, le idee, i sogni sono tutti belli. Ma fanno anche tanta paura. Perché magari quando escono fuori dalla nostra mente e si scontrano con la realtà non sono proprio come li avevamo immaginati. Può capitare. E allora la delusione è tanta.

Ma può essere davvero più forte di un rimpianto?

Proviamo a fare il primo passo. Basta un attimo. Un brevissimo istante di coraggio e ispirazione. Partiamo. Cominciamo. Avventuriamoci. Cosa abbiamo da perdere? Diamo una possibilità alla nostra idea di realizzarsi. Ora. Senza ma e senza se. Perché se il tempo non basta mai, per quello che amiamo può diventare infinito.

Ci piace cantare? Cantiamo.

Ci piace ballare? Balliamo.

Ci manca una persona? Diciamoglielo.

Vogliamo diventare genitori, chirurghi, pompieri, calciatori? Proviamoci.

Alcune strade saranno più accessibili, altre più insidiose. In alcuni luoghi non riusciremo forse mai ad arrivare. Ma non possiamo mollare prima di averci provato.

A me piace scrivere. E poco importa se rimarrà un mio sfogo, una mia accozzaglia di pensieri o se ne uscirà un best-seller. Può darsi che tra trenta, quarant’anni ritroverò queste righe salvate in una chiavetta usb e le leggerò ai miei nipoti. E loro, che sicuramente non sapranno neanche che cos’è una chiavetta usb, mi diranno:

Nonna ma questo lo hai scritto tu? E’ bello! Venerdì 17 Febbraio 2017. Ma non eri superstiziosa? Potevi scrivere il giorno dopo, magari saresti diventata famosa!”

No, non credo alle superstizioni. E non credo a chi vuole diventare “famoso”.

Credo a quello che ci entusiasma, che ci fa battere il cuore e ci fa vivere con il sorriso. Che sia per un’ora, un giorno o una vita intera.

Mi fido di me”.

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