PURE IO PURE TU

 

Che tutte queste luci abbiano

radici finissime

da portarti dentro un prato secondario della tua fronte

sembra anche a te

incredibile ?

Radici che riempono il vagone

carico d’insoddisfazione

perdono l’attimo del maremoto che sta qua

e sono unite alle farfalle sulle piante

dei fiori del garden e dei Lillà.

Che strano

vero ?

Di vibrazioni, tutto sommato, ne ho bisogno sulla pelle

me le mangio

ma non bastano mai, tu hai imparato a tirarmi dappertutto

di continuo, ti ci affacci dentro e scompari

e noi rimaniamo a guardarti

come piacevoli somari

che del carico hanno avuto quella tara

da portare sul cuore. Ricordi

il micidiale gelo ?

Sule aveva le ossa che non rispondevano ai muscoli

i dolori sopraggiungevano da dentro

erano infiniti

ti ricordi, che buffa che era

nessuna sincronia e tu te ne andavi

ogni volta via.

Di quante volte tu sia stata

scommessa e piattino

quante volte pure io

mi ritrovo un soldo in tasca, pure tu.

Comincio dai miei scarti pure io

pure tu sei fuggita troppe volte

pure io con la colla in mano ma perdevi tutto

ugualmente.

Pure io non torno mai sul punto di partenza

passando per il fondo, ci si abitua

al fondo, ci si abitua, pure tu ammazzi le parole

innaffiandole con gocce di sangue

e

rumore al momento.

Pure io dimentico che la vernice è un cambio di mutande

pure tu senza quel momento dimentichi in fretta i passi precedenti

pure io

pure io eccetto me

che siamo triturati

in macine differenti pure tu

che si uniscano muscoli e grassi come primo alimento

pure io ho sonno a pensarti ho sonno per me

pure tu sei senza confini

pure io

pure tu.

(Sergio Mascitti)

Origine: poesiemascitti.it
 

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