Il principe pazzerello

 

Il principe pazzerello

 

Tanto tempo fa,  vivevano un re e una regina che governavano un regno grande, potente e prospero.   Un bel giorno, la regina diede alla luce il loro primo figlio, un bambino bello e paffuto che sembrava un angioletto. Il re, al settimo cielo diede una festa, affinché il popolo conoscesse l’erede al trono.  Chiunque si avvicinava alla culla restava come folgorato dalla bellezza del neonato, tanto che era quasi impossibile smettere di guardarlo. La notizia si diffuse in tutto il regno e arrivò anche alle orecchie del perfido Delta, un uomo superbo, vanitoso, nonché maestro di magia nera.  Non essendo  stato invitato alla festa, si presentò di punto in bianco davanti ai troni ad esporre tutto il proprio risentimento. I sovrani si scusarono,  ma era troppo tardi. Delta, era deciso a vendicarsi. Sollevando in aria il suo bastone magico, disse “ascoltate tutti quanti! Il principe crescerà forte e sano, amato da tutti coloro che lo circondano. Ma prima che la luna sorga sul suo diciassettesimo compleanno ,egli si ferirà con un pugnale e impazzirà!”Dette le ultime parole scomparve, ridendo fragorosamente. Il re e la regina erano disperati e presero una decisione. Imposero al principe di indossare i guanti giorno e notte e gli vietarono qualsiasi contatto con oggetti taglienti.  Passarono gli anni. Il principino divenne un bel ragazzo. Dimostrò da subito una precoce saggezza ed era l’orgoglio dei suoi maestri. Un brutto giorno, però, mentre leggeva in giardino, vide una guardia esercitarsi con la spada. Ne rimase così incuriosito che, approfittando di un momento di distrazione della guardia, si avvicinò di soppiatto all’arma. Poiché i guanti gli impacciavano i movimenti, se li tolse e , come le sue dita sfiorarono la lama, si ferirono ed accadde ciò che Delta aveva predetto.  Il principe prese a fare smorfie, a rotolarsi per terra come un animale, a urlare a squarciagola. Insomma, perse completamente il senno. Disperati, il re e la regina lo fecero rinchiudere nella torre più alta del castello e cominciarono a cercare un rimedio per la sua pazzia. Convocarono tutti i medici del regno, ma nessuno di loro seppe trovare una soluzione. Come ultima risorsa, si rivolsero all’oracolo del monte di sabbia il quale disse loro che nel regno vicino viveva una principessa  di nome Neera, ma conosciuta come Afona, perché priva di voce. Costei era sapiente in ogni arte e scienza e nessuno la eguagliava per ingegno.  La convocassero e la incaricassero di cercare un rimedio per il principe. Il re e la regina fecero come consigliato e quando la principessa apparve nella sala del trono, su di lei gravava l’attesa di tutto il popolo. Spiegata la situazione, i due regnati le dissero che, in caso di successo, avrebbe avuto in sposo il loro figlio, più ogni altra cosa  che desiderava. La principessa annuì, si inchinò e partì in groppa al suo cavallo.  Vagò a lungo senza trovare nulla, finché giunse ad una specie di tempietto, vi entrò e , all’improvviso, davanti ai suoi occhi, si materializzò una sagoma d’aria e una voce rimbombò nella sua testa: “Principessa Neera, tu che non hai voce, devi riportare il senno a chi lo ha perduto. Cerca il drago bianco dagli occhi di ghiaccio. Custodisce una grotta piena d’oro e pietre preziose. Non toccarle, ma saltagli in groppa. Lui si alzerà in volo e ti porterà fino alla Montagna Proibita. Li troverai un calice magico. Bevi un sorso del suo contenuto e troverai la soluzione. Ma sta attenta a non berlo tutto o morirai.” La principessa fece come le era stato detto, ma ,una volta giunta a destinazione, e bevuto un sorso del calice  una voce rimbombò nella sua mente. “Perché ti danni per uno che nemmeno conosci? Bevi tutto e avrai una voce tutta tua con cui istruire l’umanità.”  Lei, però, con cuore di ferro, sopportò e la bibita magica le mostrò la soluzione. Il paesaggio scomparve, lasciando il posto a strani simboli che la principessa non comprese. Convinta di aver fallito, tornò indietro. Al castello, però, le venne voglia di vedere il principe pazzerello, come ormai veniva chiamato. Salì sulla torre più alta, rubò la chiave alla guardia, che dormiva di fianco alla porta,  ed entrò. Trovò un uomo sporco e incatenato al muro. Si avvicinò. Il pazzo le saltò contro e la baciò sulla bocca. “Che fai?” uscì dalle labbra della principessa, mentre il principe si guardava intorno, spaesato. I due si fissarono e capirono. L’incantesimo si era spezzato. Il principe era rinsavito e lei poteva finalmente parlare. Si sposarono e governarono in pace e prosperità.

 

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