IL SOGNO

 

È sera, fuori il buio regna sovrano, la natura dorme, la luna e le stelle osservano in silenzio il riposo del mondo, e si specchiano nel mare, vanitose.
E i giovani innamorati, guerrieri della notte, vedendo le stelle farsi belle su quello specchio d’acqua, sognano il proprio futuro.
Tu sei rintanato, al sicuro, sotto una coltre di coperte. I tuoi occhi stanchi, mentre percorrono le vie nere delle città bianche dei libri, lottano contro il Sonno che, accanto al tuo letto, aspetta di portarti con sé in un viaggio.
Alla fine cedi, posi delicatamente quel fiume di parole sul comodino accanto al letto, come se averlo vicino ti facesse sentire più protetto.
Spegni la luce e cerchi una posizione comoda per iniziare a viaggiare.
Attorno a te il silenzio. Senti il battito continuo del tuo cuore, rassicurante, e il ticchettio delle lancette, che marciano instancabili come soldati contro il tempo… il tempo, proprio lui, non si ferma, non rallenta mai.
Eccolo arrivare, il Sonno; è accanto a te, vestito di sogni fantastici; ti prende per mano, soffia delicatamente sui tuoi occhi e ti abbandoni a lui, pronto ad iniziare l’avventura.
La tua mente prende il volo verso mete lontane, mentre le membra stanche si riposano.
Vedi mondi irreali creati dalla tua fantasia, combatti, ti innamori, soffri, gioisci.
Magari finisci in un mondo magico, intorno a te volano essere fantastici…
Ci sono poi quei sogni da cui non vorresti mai risvegliarti, ma improvvisamente riprendi coscienza del tuo corpo pesante sul materasso. Richiudi gli occhi, ti agiti, speri di trovare qualche granello di quel sogno incastrato ancora tra le ciglia, per poterlo riprendere.
Ma è volato via, trasportato lontano da un alito di vento… e ancora continui a pensarci, per ore, per giorni.
I sogni, ricchi di emozioni, che sembrano essere reali, la vita, tanto strana e bizzarra da sembrare un sogno.
E così, la mattina, le lancette di quell’orologio, quei due soldatini che girano all’infinito, perdono la battaglia contro il tempo, contro la notte, e annunciano, ormai stanchi, la ritirata: la sveglia suona.

Storie di un’adolescente qualunque

Lascia un commento