Che tesoro che sei

 

Tesori persi, cercati, ritrovati.

Tesori troppo spesso dati per scontato.

Tesori veri a cui aggrapparsi quando ormai ti senti persa, finita.

Giulia lo sapeva. Sapeva cosa si prova a lasciarsi sfuggire un tesoro. Uno di quelli che forse non luccica come gli altri ma che, in realtà, ha, al suo interno, qualcosa di vero, di autentico, di reale. Qualcosa che ti accompagnerà per tutta la vita.

Basterebbe guardare oltre, non fermarsi alle apparenze…ma si sa, l’occhio spesso inganna…e la mente tende a ciò che illude.

Giulia non era mai stata così determinata. Era come una bambina al luna park: elettrizzata. Si sentiva viva, forte e pronta a superare ogni difficoltà. Voleva quel tesoro che brillava con tutte le sue forze, voleva che quella luce non si spegnesse mai.

Ma le cose bisogna volerle in due e lei non aveva fatto i conti proprio con il “suo” tesoro. La luce a poco a poco svanì e quello che rimase fu nient’altro che un vecchio scatolone polveroso. Uno di quelli che non riesci neanche più ad aprire.

“Non è possibile, quel tesoro brillava fino a pochi istanti fa!”

“No, Giulia. Quello che hai visto era solo un’illusione, un’idea creata dalla tua mente. Non sempre ciò che appare bello corrisponde alla realtà. Prova a guardare oltre, cerca con il cuore e non con gli occhi. Stai per perdere un vero tesoro, uno di quelli che dà tranquillità e non angoscia, uno di quelli che dà certezze e non paure. Uno di quelli che ti farà finalmente capire ciò che veramente vuoi accanto a te. ”

Giulia aprì gli occhi. Era stato solo un sogno?! Sembrava così reale…

Si voltò verso la finestra e vide che il sole splendeva alto nel cielo azzurro.

Quanto aveva dormito?

Si sentiva così serena ora, in pace con sé stessa e sicura di avere già con sé tutto ciò di cui aveva bisogno per essere felice.

Allungò un braccio. L’altra parte del letto era vuota, triste. Che avesse capito tutto troppo tardi? Una profonda tristezza le invase il corpo. Non può essere, non ora, non così.

Dalla cucina arrivò il profumo del caffé appena fatto ed una voce dolce la rassicurò: “Giulia svegliati! Ti ho sentita molto agitata stanotte e ti ho lasciata riposare. Ora però è tempo di alzarsi. La colazione è pronta! Dai che facciamo tardi al lavoro”.

Marco. Il suo tesoro. Il compagno di una vita. Quel compagno paziente ed affettuoso troppo spesso messo in discussione.  Per che cosa poi? Per la ricerca di un qualcosa di diverso, di un qualcosa di nuovo. Giulia lo aveva capito solo adesso. Quel qualcosa di nuovo lo avrebbe avuto, certamente. Si trovava nel presente da vivere, nel futuro da inventare, nei brividi da condividere. Si trovava in uno scrigno di legno massello da aprire con cura ed emozione. Uno scrigno semplice, senza troppe luci che accecano ma pieno di amore e di vita.

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