Il tempo che ci attraversa
ci conduce a ciò che siamo
scorre sul viso, su un palmo di mano.

Chi attraverso un credo
prova a leggersi dentro,
chi è ateo, a suo modo
stringe una propria fede
ha un inerente moto interno,
in cui ripone fiducia.
Si fonda su questo
il firmamento nel cervello,
nel cuore,nelle ossa.
È un qualcosa che ci sprona
quando si accende la spia,
della parola sosta.

Siamo parole
silenzi,confessioni
Siamo i nostri sorrisi,i pianti
siamo emozioni.

Sterilmente,
condanniamo il colore della pelle
un orientamento
una religione,
ma l’amore
è qui in molti modi
non ha nodi,
non dovrebbe.

Non diffidiamo
di un mondo a noi ignoto
perde,chi lascia
che a vincere sia il vuoto.

Spesso,
il contatto è arricchimento,
un bagaglio in questa vita
che rassomiglia a un treno in corsa.

Teniamoci stretti i momenti,
i sentimenti
gli smarrimenti.

Solo paralizzandoci
ne usciremo perdenti.

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