Metà settembre, cineree nuvole

 

Metà settembre, cineree nuvole

Pioggia violenta, strade fiumi

Formicai d’ombrelli, i marciapiedi.

 

Le rondini lontane, l’inverno in un baleno,

Aumentato il freddo, più corte le giornate

La legna nel camino, le candele sul comodino.

 

Nella tazza tè ormai freddo, la testa alla finestra

Il mondo escluso, gli scuroni serrati

Il buio dentro, fuori le insegne accese

 

Estasiato d’un sogno d’orgasmo di vita

Ma limitato all’immaginazione;

Il vetro opaco, tanti i sospiri.

 

Gli occhi sulla fugace folla,

In bocca nessun verbo, io

Presente nella mia immobilità.

 

Minore il desiderio della meta

rispetto all’estasi dell’infinito?

Meglio l’attesa; chiuso; non l’uscita?

Origine: succivalerio.wordpress.com
 

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