logosale

logosale

Ero lì sul limite di quell’abisso, così vorticoso e spaventoso. Il respiro annaspava più forte, più forte. Veloce correva, al galoppo, una furia impazzita, ferita giù nella voragine infinita, verso il vuoto chiamato assenza. Solitudine lì v’era con le sue paure compagne di una vita intera.

Se solo avessi saputo dove saresti stato domani. Se solo mi avessi detto dove saresti andato, per quale terra saresti volato, dalla mia voce avresti sentito solo: “Rimani”.

Eri tu e nessun altro perché solo tu sapevi capirmi in ogni mio gesto sguardo o sorriso. Tutto era chiaro per te che vedevi laddove luce non c’era ascoltavi laddove il silenzio regnava. Era quello il nostro sentirci il nostro appartenerci come radici di uno stesso albero che si diramano in profondità e si incastrano…

Volevo, ma non riuscivo era così vicino. Quel sorriso, le sue mani su di me dolci, dentro me violenti. D’improvviso, il petto gonfio, ansimante, il respiro affannato, mentre il cuore andava veloce, ancora più veloce. Gli occhi annebbiati e davanti a me il nulla. Stavo fermo, immobile, sprofondando nei miei abissi più cupi. Paura di…

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